A Ischia, nell’eden botanico dei coniugi Walton
Giardini La Mortella, l’eredità di Sir William per i giovani musicisti
Parole di Roberta Fabbrocino | Immagini da Giardini La Mortella | Marzo 2026
Se si volesse distillare in una sola parola l’essenza dei Giardini la Mortella, la più adatta sarebbe forse “legame”. Si trovano nella cittadina costiera di Forio, sull’isola d’Ischia, e nascono dal legame d’amore tra Sir William Walton, uno tra i musicisti inglesi più noti del ventesimo secolo, e sua moglie Lady Susana Walton, nata Gil Passo. Nel 1949 i novelli sposi si stabilirono a Forio, dove acquistarono un terreno arido e roccioso con l’idea di costruirvi la propria dimora. Il famoso architetto paesaggista Russell Page fu ingaggiato per disegnare un giardino in quello spazio, per il quale egli creò una planimetria di viali e fontane.
É stata Lady Susana Walton a dedicare per più di 50 anni la sua passione e la sua competenza botanica a la Mortella. Lei si è occupata infatti della realizzazione del progetto di Russell Page e ha dato vita giorno dopo giorno al meraviglioso giardino, supervisionando i lavori, scegliendo con cura ed amore le sue mille piante e curando la loro peculiare composizione.

Oggi il verde copre un’area di circa due ettari, collegata da una rete di viali, sentieri, muri a secco, rampe e scalette, costruiti in armonia con l’ambiente roccioso e mediterraneo della cittadina di Forio. Ad arricchire ulteriormente lo spazio, sono state inserite un’ampia varietà di rilassanti fontane, piscine, e piccoli corsi d’acqua, dove risiedono anche piante idrofite come fiori di loto, ninfee tropicali e papiri.
L’enorme collezione di essenze esotiche e rare è in continua espansione, alla stregua di quella di un orto botanico. Anche la sua presenza è dovuta a un legame speciale: quello col territorio. La zona bassa del giardino infatti si trova in una valle con un ambiente tipicamente subtropicale e un microclima umido e ombroso. La zona collinare invece è esposta al sole.

La connessione con il paesaggio non è solo fisica, ma anche culturale, in particolare con i giovani ischitani. «Il rapporto tra i Giardini la Mortella e la comunità locale si potrebbe definire come un rapporto in evoluzione. Quando sono arrivata qui la prima volta, più di venti anni fa, c’era una certa distanza. Penso che la Mortella venisse percepita come qualcosa di estraneo, portato qui da stranieri, che non riguardava la gente del posto. Negli anni questa situazione è cambiata e ho riscontrato molto interesse da parte delle nuove generazioni». Così spiega a Interno Verde Mag Alessandra Vinciguerra, orticoltrice, presidentessa della Fondazione William Walton e direttrice dei Giardini La Mortella. «Vedo che i giovani sono più interessati anche all’idea di questo approccio all’ambiente, al giardino, al paesaggio, alla bellezza, e alla condivisione di tutto ciò con la comunità».
Il legame tra la famiglia Walton e il giardino non si è spezzato con la dipartita dei coniugi. Lady Walton, prima di morire, aveva deciso di trasformare la proprietà in un monumento perenne al genio e alla personalità di suo marito. Aveva creato una fondazione che si sarebbe occupata della cura e dello sviluppo del giardino, della sua apertura al pubblico, della diffusione dell’opera di William e della promozione della musica, con una particolare attenzione per i talenti più giovani.

Anni fa, prima ancora di avviare queste attività, i coniugi Walton parlando del futuro della Mortella concordarono sul voler restituire con essa quello che William aveva avuto dalla vita. Lui da ragazzo era povero ed era riuscito a studiare musica solo perché aveva ricevuto delle borse di studio e incontrato persone che lo avevano aiutato. Voleva che la Mortella aiutasse i giovani, così come era stato aiutato lui.
Così prosegue il racconto della direttrice Vinciguerra:
gli artisti, una volta che si sono affermati, possono camminare con le loro gambe, anche se in Italia è difficile. Ma quando sono giovani hanno pochissimi spazi. Nella musica classica, non essendo molto quotata, chi organizza qualcosa cerca di trovare il nome di richiamo. Chiamare i giovani invece è sempre un po’ una scommessa. Noi siamo un ente senza scopo di lucro, quindi non abbiamo questa ossessione del dover far quadrare i conti, e possiamo permetterci di far venire dei ragazzi completamente sconosciuti, appena usciti dalle scuole o ancora nella fase di studio o perfezionamento, e dargli un palcoscenico.

L’obiettivo non è solo di permettere a questi giovani di suonare in una splendida cornice, ma anche di trattarli con la cura e il rispetto spesso riservati purtroppo solo ai grandi nomi, facendoli sentire incoraggiati nella loro scelta d’intraprendere la carriera di musicisti, proprio come avrebbe voluto William Walton.
Questi splendidi giardini sono anche simbolo della connessione tra Walton e la sua madrepatria, il Regno Unito: dal 2024 sono ufficialmente diventati “Partner Garden” della Royal Horticultural Society, la società di giardinaggio più prestigiosa del mondo, che conta oltre 600mila soci.

Anche quest’anno La Mortella, dal 2 aprile al 1 di novembre, aprirà le porte al pubblico. Chi avrà l’occasione di visitare questo luogo incantevole, diventerà testimone di un’eredità di amore, creatività e comunità, che unisce passato e futuro attraverso la bellezza. Mentre i giardini continuano a prosperare, rimangono un santuario per la musica e la natura, coltivando sia i giovani talenti che il lussureggiante paesaggio, portando avanti il proprio ruolo di rifugio prezioso per le generazioni a venire.


Roberta Fabbrocino
Redattrice
Giornalista, copywriter e communication specialist. Da anni si occupa di cultura, scienza ed ambiente per testate internazionali ed italiane.
