Per San Valentino, adotta una rosa a Vienna

Il regalo definitivo, con tanto di dedicata, a Schönbrunn o al Volksgarten

Parole e immagini di Licia Vignotto | Febbraio 2026

Rose rosa in fiore con cartellini di adozione e dediche personalizzate nel roseto di Vienna

Buoni i cioccolatini, per carità, ma per festeggiare San Valentino come i fiori non c’è nulla! Che sia un singolo stelo elegante, un’abbondante bouquet o un mazzetto raccolto lungo la via, magari frammisto ad erbe spontanee perché non è che febbraio sia proprio la stagione ideale, il fiore fa sempre la sua figura. Certo regalare direttamente una pianta di rose fa più effetto, alla bellezza del dono si aggiunge la dimensione temporale e simbolica della crescita. Se poi questa pianta si trova in uno dei più meravigliosi giardini dal mondo, con una dedica personalizzata rivolta alla persona amata… si vince il premio “romantico” dell’anno!

Il consiglio di Interno Verde Mag a chi vuole celebrare la ricorrenza in modo originale non può essere che questo: adotta una rosa a Vienna!

Roseto di Vienna con aiuole geometriche di rose rosa, rosse e gialle con cartellini di adozione

La reggia di Schönbrunn, residenza degli Asburgo dal 1730 al 1918, è famoso per molti motivi: ci sono le stanze della principessa Sissi, i lussuosi saloni da ballo, i gabinetti cinesi voluti dall’imperatrice Maria Teresa e la squisita stanza delle porcellane. Ma ci sono anche i fastosi giardini barocchi, inaugurati nel 1779, la Gloriette con le sue fontane e i tritoni muscolosi, i labirinti di siepi, la serra delle palme di impianto vittoriano… L’elenco potrebbe continuare a lungo: il complesso è esageratamente ricco di storia, arte e natura. Non basta una giornata per una visita fatta bene, e spesso il turista esce dal percorso base frastornato e stanco. Per questo può capitare – ed è più che comprensibile – che non abbia più voglia, gambe o attenzione, per dedicarsi poi all’esplorazione dell’immenso parco, che comprende ben 160 ettari di verde. A molti dunque sfugge una delle tante gemme racchiuse in questo luogo: il meraviglioso roseto situato vicino all’ingresso della Hietzinger Tor. Si dispiega qui, in una teoria di aiuole ovviamente geometriche e ovviamente curatissime, una moltitudine di boccioli di tutti i colori. Non manca nulla alla palette: bianco, rosso, arancio, porpora,  giallo, fucsia. Le varietà sono le più disparate. E a ciascun arbusto è appeso il cartellino con la dedica.

Sbirciando qua e là si possono leggere messaggi d’amore per mogli e mariti, nonne indimenticate, amiche e amici. La maggior parte sono in tedesco ma non tutti e non per forza. Alcuni testi sono criptici, non si rivolgono a nessuno in particolare, e lanciano messaggi che i passanti possono sfruttare come appigli, spunti di riflessione. Oppure citano film e libri,  o riportano inside joke che solo il loro destinatario saprà davvero come interpretare. 

Rose rosa salmone in fiore con boccioli su arbusto nei giardini di Vienna

La stessa adozione si può chiedere per le piante che abbelliscono il Volksgarten, il centrale e frequentato giardino che costeggia il Ring, accanto al BurgTheater. Questo spazio si è creato durante l’occupazione napoleonica: l’area venne bombardata, perché ospitava importanti fortificazioni militari. Dopo il conflitto, smaltite le macerie, è rimasta libera e destinata alla natura: venne inaugurata nel 1823 come il primo parco pubblico della capitale. 

Qui vivono oggi oltre 3mila piante di rosa, di 400 specie diverse, che spesso hanno nomi suggestivi e sognanti: ci sono le Rubens, le Perle di Wienerwald. Anche loro portano un cartellino, testimone di intense o fugaci passioni, memorie condivise e affetti.

Roseto nei giardini di Vienna con prato verde, aiuole di rose e siepi curate

La gestione del verde in Austria è condotta da un ente chiamato Österraichisce Bundesgärten: l’adozione di una rosa prevede un contributo quinquennale di 380 euro. Non economicissimo, ma se si considera che la spesa annuale si aggira sui 70 euro e che per un lustro il San Valentino può considerarsi festeggiato, con tanto di targhetta e dedica… diventa una bella opzione! 

Licia Vignotto

Redattrice | Responsabile del festival Interno Verde

Co-fondatrice dell’associazione Ilturco, che nel 2016 ha ideato e lanciato Interno Verde, e co-fondatrice dell’omonima cooperativa impresa sociale, creata nel 2021 per gestire al meglio l’evento. Responsabile del festival, descrive il suo lavoro “una via di mezzo tra l’investigatore privato e lo stalker”.